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Serata a Tema: Bullismo e cyberbullismo un fenomeno che non può più essere ignorato.

Giovedì 26 ottobre, ore 20:45


Conseguenze sull'autostima, sulle capacità socioaffettive, sul senso di autoefficacia, sull’identità personale". Un'educatrice, una pedagogista ed una psicoterapeuita ce ne parlano.

 

RELATRICI

Dott.ssa Elisa Trezzi, Consulente Pedagogico

Dott.ssa Veronica Molla, psicologa-psicoterapeuta

Chiara Nosotti, educatrice

 

OBIETTIVO DELLA SERATA

La serata si propone l'obiettivo di stimolare una riflessione sull'argomento, sottolineando le caratteristiche del fenomeno e le possibili soluzioni. Un ulteriore obiettivo è quello di sottolineare l'importanza di costruire una "rete" in grado di intervenire in modo coordinato e sensibile per contrastare il fenomeno, favorendo anche il dibattito e il confronto.

 

MODALITA'

La serata tratterà in modo esaustivo i differenti aspetti del tema del bullismo e del cyberbullismo attraverso il supporto di presentazioni multimediali, filmati e dedicando spazio al dibattito e alle domande che potranno emergere a seguito della discussione dei diversi argomenti.

 

APPROFONDIMENTO SULLA TEMATICA

Il bullismo è un fenomeno radicato che ha un impatto sulla salute fisica e psichica dei bambini e dei ragazzi. Le conseguenze psicologiche e le ripercussioni non sono da trascurare. Infatti, l'intenso livello soggettivo di sofferenza va ad interessare l’area individuale e relazionale delle vittime, con effetti anche gravi sull’autostima, sulle capacità socioaffettive, sul senso di autoefficacia, sull’identità personale. Possono riscontrarsi anche difficoltà scolastiche, ansia, depressione e, nei casi estremi, idee suicidarie. Esso rappresenta la forma più comune di violenza scolastica ed è precursore di altre forme più gravi di violenza. Studi recenti dimostrano che il 35% degli adolescenti italiani ha subito episodi di bullismo. Uno su tre di questi casi avviene in ambito scolastico. Non si tratta di "ragazzate" destinate a esaurirsi in piccoli scherzi o normali litigi ma episodi di vera e propria persecuzione nei confronti di soggetti più fragili. Rientrano in questo fenomeno anche forme di bullismo più subdole e di difficile rilevazione come ad esempio l'esclusione, il ridicolizzare, la pressione psicologica e il cyberbullismo. In questi casi i "bulli" non "agiscono" in modo evidente la loro prevaricazione ma in una forma più sottile e psicologica che porta all'isolamento della vittima. Questo non vuole dire che tutti gli episodi di contrasto tra ragazzi rientrino nel fenomeno. La violenza del bullismo deve possedere determinate caratteristiche, per poterla definire tale. Olweus, studioso che negli anni ‘70 per primo denunciò il problema, lo definì in questo modo: "Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, in altre parole è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o di più compagni”. Inoltre, mentre su un versante il fenomeno implica un immenso malessere nella vittima, sull’altro evidenzia anche il disagio psicologico del bullo. Per combattere il bullismo è fondamentale intervenire precocemente, coinvolgendo tutti gli adulti di riferimento: genitori, insegnanti, esperti in dinamiche relazionali e di intervento educativo.

 

Vi aspettiamo numerosi per una serata con un tema molto importante.

 

 

Pubblicato il 14/09/2017